“You can be whoever you want, even yourself”

Chi sale fino a San Luca? Sono ragazze vestite sportive, eleganti e tatuate; sono signore che si siedono, bevono e pregano, ma tutte con la propria missione, il proprio esercizio, il proprio pensiero ed un sorriso che non si nega neanche in mezzo alla fatica.

Lei era uguale a tutte ma diversa da tutte. Lei era lì un attimo prima ma subito dopo era più sotto, si infilava in mezzo e andava, un momento c’era e poi non si vedeva già più.

Dalle 7 alle 9 era solo una mamma che si svegliava con difficoltà, preparava tutto e tutti di corsa.

Dalle 9 alle 13 tornava ad essere lei, ovunque e comunque.

Dalle 13 alle 16 lei in versione casalinga-disperata.

Dalle 16 alle 21 eccola di nuovo una mamma, un pò brava, un pò sbagliata, serena, sclerata, accaldata, di corsa, solitaria e chiacchierona.

Dalle 21 alle 24 era solo stanca morta ma trovava ancora qualcosa.

Dalle 00 alle 7 c’era la verità, che aveva bisogno di molto spazio. Dormo.

Adesso che sono stato ad ascoltarlo, so che Agassi ha vissuto come giocava a tennis, 
cioè i piedi ben dentro al campo, 
ad aggredire la pallina mentre sale (tutti buoni a prenderla mentre scende), 
immaginando tutto a una velocità irragionevole, 
e collezionando sciocchezze mostruose e invenzioni sublimi. A. Baricco.


Chichi
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