White Privilege!

Your silence is a luxury, 
hip-hop is not a luxury... 
(Macklemore & R.L.)

 

Non abbiamo più l’età per fare certe cose, sei ore sono davvero troppe, in sei ore puoi fare un sacco di cose, ma sono quelle che servono per andare stare e tornare, e per vedere Macklemore.

Sono tornata a Milano di sera al Forum di Assago dopo tanto tempo, ci andavo da giovane, con mia sorella facevamo la macchina, ci volevano accordi di mesi con i genitori, richieste, suppliche e poi preparare tutto, fare in tempo senza navigatore e forse un Nokia, guidare guidare guidare, era sempre tutto lontano, e bisognava stare attente fare tutto da sole e con le proprie forze. Nessuno pareva capire la voglia e il bisogno di andare al concerto, c’erano grosse rinunce da fare, grandi come i Red Hot, Guns, Nirvana, Bowie, Rolling ma resta la soddisfazione di averne visto e la voglia di vederne ancora.

Il Forum era pieno zeppo, si, di ragazzini urlanti con i genitori nei loro Range Rover fuori all’uscita che li aspettavano. Milano è sempre Milano piena zeppa di vita e di possibilità ma spocchiosa, le ragazze sembrano quelle di Londra Tokio e New York, e i ragazzi ci vanno dietro, ma sono loro che fanno, brigano e ti portano dritti dentro la vita.

Non avevo ripassato le canzoni, perchè il nostro rito del concerto prevedeva giorni di ascolto, raffronto confronto e canti, ora che siamo più posh andiamo come se non ci riguardasse, ma finiamo per ballare come se fosse quello che facciamo ogni giorno, in una discoteca gigante col tetto che tocca il cielo, e le stelle dentro pure loro e i telefonini sempre in mano, perchè oramai siamo fatti così, e quando parte Dance-Off ballo come quelli sul palco e torno ad essere la ragazzina che ho sempre dentro con me.

Lui sta là sopra come un grande, fa quello che gli piace di più, rima parla e canta sempre tanto e va così veloce come non credevi si potesse fare; dietro e sotto c’è la musica potente massiccia articolata costruita e voluta ad ogni battuta; sul palco c’è tutta la sua gente, perchè lui si porta tutti, perchè dà ad altri la possibilità che hanno dato a lui, è un fatto corale e nessuno è lì da solo. Ci racconta dei suoi segreti, dei suoi pensieri e delle passeggiate con sua figlia nel marsupio e puoi vederlo per quello che è, a cool kid.

La scenografia era bellissima grandiosa e pulita, tre pannelli su cui proiettavano e rimandavano immagini, macro, all-over, ripetizioni di gattini, leopardi, cibo, il baffo della Nike, musi di Cadillac, vestiti, scenette e primi piani, le sue parole che sono forti e chiare e poi le sue braccia aperte che si staccano per venirti ad abbracciare.

Quando dopo il terzo bis è finito davvero, si sono accese le luci e il disincanto è finito, usciamo veloci, si va, ci rimettiamo in macchina e lo riaccendiamo, ma ci rendiamo conto subito che dal vivo rende ten thousand times more louder, e restare seduti sul sedile o dentro la tua stanza ti senti incatenato, devi uscire e urlarlo a tutti che lo conosci. Ora c’è bisogno di andare e di tornare dai miei cool kids, che dormono nei loro lettini con un orecchio acceso fino a quando non rimetti il piede dentro e allora possono finalmente dormire, tutti.

Chichi

 

2 Comments
  • Monica

    8 Aprile 2016 at 14:13 Rispondi

    Very beautiful!
    Un concerto a Milano di un super cantante (a quanto sembra, io non lo conosco ?)! Un’emozione unica condivisa con chi, come te, adora esplorare e conoscere il più possibile il nostro tempo!

    • Chichi

      12 Aprile 2016 at 20:12 Rispondi

      grazie amica dolce 🙂

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