Violent femmes!

Perchè certe volte non basta parlare la stessa lingua per capirsi.
Perchè certe volte quello che senti è tutto quello che ti dovrà bastare.
Perchè quella era solo una storia d'amore, la loro, 
e non bisognerebbe mai finire per spiegare l'amore, perchè l'amore non ha ragione.
Sono donne violente quando amano pazzamente.

 

Questo post è dedicato a tutti quelli, ma sopratutto quelle, che dopo aver partecipato ad un corso pensano che lo potevano fare meglio loro, o quelli che vanno ad una cena e pensano che buono è un’altra cosa, perchè sono convinti di saper far bene solo loro, ecco, a questi che sono incapaci di un gesto di amore e gentilezza verso il prossimo, vorrei dire che un nemico ce lo abbiamo solo quando scendiamo in campo ad affrontare l’avversario, non mentre restiamo affacciati alla finestra.

L’ultima volta che sono andata a Bassano sono stata invitata ad una cena organizzata da Claudia e Giorgia in un posto bellissimo. L’appuntamento era all’Orangerie, la serra delle arance o giardino d’inverno di Villa Favero Raselli, uno spazio che l’intervento di ristrutturazione dell’architetto ha lasciato il contenitore che era, ma gli ha anche donato nuova vitalità con tutti quei pezzi, raccolti dall’esperienza e dal gusto nel corso di una vita, e lasciati lì a crescere, come un albero, di vita propria.

Questa villa è posta sotto le colline a noi note come di Pozzobon, nella prima periferia di Marostica, e ci sarò passata davanti almeno un milione di volte, sognando chissà che vita si facesse là dentro, e questa volta l’ho fatto, ho girato, e ho percorso quella stradina sterrata che la fronteggia. Una volta lasciata la macchina e spenti i fanali rimane tutto al buio, ma basta cercare il percorso segnalato da candele e non ci si perde più, ed è bello camminare incerta senza sapere dove sono e dove vado, sapendo solo che arriverò, poi gli ultimi passi fino alle vetrate che svelano qualcosa, sono arrivata, entro.

Parto subito male con una figuraccia, scambio la sorella di Giorgia per Giorgia, ma dopo è tutto in discesa, anche incontrare qualcuno a cui non piaccio o lasciar la gente a non capire cosa stò facendo; perchè quando sono nella mia città divento un pò più sfrontata e più stronza e vado sicura come se avessi un gigante alle spalle che mi bada e mi toglie dai guai, e parlo di più in dialetto come a riprendermi coscienza e identità mai perdute.

Di quella serata mi è piaciuto tutto, soprattutto il gelato, l’intreccio di mani e sguardi con cui le cuoche completavano i piatti, l’atmosfera, la compagnia, il mio tavolo numero 2, la tovaglia all’uncinetto, le porcellane diverse, la musica tecno-dark-rap-and-soft-porno; c’erano tante donne, tutte diverse e pochi uomini tutti uguali, c’erano persone che conoscevo e altre no, ma era tutto molto familiare.

Ho lasciato quel posto con la testa piena di sogni, di festeggiare lì il mio compleanno e organizzare la serata David Bowie, perchè devo sempre sognare in grande!

Il menù di quella sera era composta da:

Prosecco con sciroppo di zenzero lime e menta freschi

Tempura di verdure miste e germogli di soia

Insalata di pomelo cocco & lemongrass

Zuppa Paruppu dhal curry

Falaffel di ceci e pistacchi in involtino di capuccio con cavolfiore e ravanelli

Gelato al popcorn con popcorn caramellato e pepe nero

Tarte Tatin di mele

da svenire, solo a ricordare.

 

Chichi

2 Comments
  • claudia

    12 Febbraio 2016 at 9:01 Rispondi

    Grazie per il post! Adesso capisco i 3000 scatti fotografici! Siamo felici che ti sia piaciuta la serata ed il menù, ti aspettiamo per le prossime.

    • Chichi

      15 Febbraio 2016 at 20:59 Rispondi

      ciao e grazie a voi per avermelo permesso. a presto 🙂

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