V di padre!

I padri ringiovaniscono mentre le madri invecchiano, mi aveva scritto tuo figlio appena dopo la vostra ultima visita nella loro nuova vita di Dubai, non so se era per farmi ridere o arrabbiare ma pensandoti era proprio così. Invecchiando c’è chi migliora. Ed era vero. Tu eri forte.

Ero sicura che ti avrei rivisto presto.

Mi dovevi riparare la macchina, me la riparavi sempre, mi rendevi le cose facili e anche le più terribili delle mie ammaccature sparivano. La tua carrozzeria c’è sempre stata, era un posto che odiavo e amavo, ci sono passata un milione di volte per un motivo o per l’altro, era diventata come un istituzione per tutti noi.

“Chiedi a Valerio”. “Senti Valerio”.

Ti portavamo il fiorino ammaccato, ti  chiedevamo come fare con l’assicurazione, mi vendevi quello che restava della mia Polo X. Poi c’erano i tuoi baffi. Il duetto. Il tuo vocione. E i tuoi abbracci che arrivavano sempre e comunque.  Adesso ti si poteva trovare facilmente anche seduto tra i filari dell’orto di tua figlia.

Forse ci volevi bene anche se in certi momenti e’ stata davvero dura avere a che fare con il tuo giudizio. Non ammettevi errori, forse perché tu non ne facevi e pensavi che potessero essere contagiosi, o solamente perché proteggevi tutto quello che più amavi.

Eri un punto di riferimento per me, quasi come un padre, di quelli che ti aiutano, di quelli che ci sono sempre, di quelli che ti dicono cosa fare.

Hai sempre fatto le tue cose e le hai fatte bene, fino alla fine, risvegliandoti in un attimo per salutare la tua famiglia, che era tutto per te.

Sembrava ancora tutto di nuovo possibile.

Mannaggia quanto mi manchi e me ne accorgo di più quando vedo tua moglie, ma rimbomba quando incontro tua figlia.

Un bacio ovunque tu sia.

Chichi

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