Effortless!

Voglio essere una donna che veste Hermes. 
Una donna che sale con le sue sole piccole mani nude una parete di roccia.
Voglio essere una donna giusta, ma anche una donna sanguinaria.
 

Era un po’ un sogno e un pò una visione, una sensazione. Le arrivava addosso così all’improvviso, mentre era in piedi che faceva dell’altro e le faceva credere che era tutto vero, che era successo. Loro due su una panchina, sotto l’ombra di quel grande albero a godersi un po’ di calma, un po’ di silenzio, stando vicini, semplicemente, senza far niente, come dopo una gran corsa, come dopo una gran fatica, guardando nella stessa direzione.

Ma aveva paura di guardarlo perchè avrebbe voluto poterlo guardare per sempre. Aveva paura di stargli troppo vicino perchè sentiva l’effetto che le faceva e non sapeva controllarsi. Gli voleva bene naturalmente come si vuol bene a qualcuno senza motivo.

Le decisioni, soprattutto quelle sbagliate, generano una loro inerzia 
e fermare l'inerzia può essere un bel casino.
L'inerzia del passato continua a trascinarci per la strada sbagliata.

Aveva la pancia vuota e le sue parole sbattevano proprio lì, facendole salire la nausea, con lui troppo lontano, ed il suo solito distacco da tutte le cose, in cui era rinchiusa anche lei, tutta quella noncuranza la schiacciava.

C’erano sempre tante e troppe scuse e lei semplicemente non ce la faceva a tenerle a mente tutte, non le bastava la promessa che sarebbe stata felice domani, perchè era ora quello che le serviva, quello che viveva e che sentiva sulla pelle come una morsa che non mollava.

Lui. Dove era stato tutto quel tempo?

Lei. Doveva solo tornare da dove era partita!

Lui aveva solo detto ‘è davvero brava’ ma a lei era sembrato che dicesse ‘non ti amo più’. Punto.

 

Chichi

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