Irréversible!

...quando sono mamma lo sono al 100 per cento, 
quando vado in una città mi immergo talmente nelle abitudini 
e nei look del posto da sembrare una di loro, 
se lavoro non penso ad altro. Candela Novembre

C’è stato un momento in cui volevo tutto, essere tutto, e lo potevo fare, per te, per lui, per me, se chiudo gli occhi sento esattamente come mi sentivo, potente, mi batteva il cuore ed ogni battito era prendere.

Ora è tutto diverso, c’è un abisso tra la me di allora e la me di ora, continuo a tagliare finché ce né, voglio poche cose, belle, semplici, punto sempre a nord, poco, e poco ancora che si traduce immediatamente in voglio di più, è ironico che per volere di più tu abbia bisogno di meno.

Continuo a impacchettare e donare, faccio spazio come lo fa la talpa, che scava il tunnel davanti a se, lei sa dove sta andando anche se non vede niente.

La foto di quell’orsa polare affamata mi ha piegato e rafforzato, penso che sia sempre più determinante e decisivo fermarsi anche davanti a certe immagini, non scappare subito oltre, e cominciare a farsi domande, come mai è così magro quell’orso, è normale? perchè non mangia? dove sono i pesci? La mia amica Federica, che mi ha parlato di cop21, dice che non c’è più nulla da fare per gli orsi, che la situazione è i-r-r-e-v-e-r-s-i-b-i-l-e, non si torna indietro, non si modifica nulla e il polo nord si scioglierà.

Tutto il mondo, o almeno chi può, si sta muovendo per affrontare questa prima ondata, ma quaggiù noi poveri umani cosa pensiamo di fare? aspettare piangere e scappare non ci salverà, ma ci aiuterà piuttosto essere ognuno di noi promotore di un proprio cambiamento, facciamolo e marciamo lungo la sua direzione.

Perchè io non posso ignorare il valore ed il significato di quel bicchiere di acqua ricevuto nel deserto, non è il conforto dell’acqua dal rubinetto di tutti i giorni, e lì torno e da lì parto, tutte le volte.

Chichi

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