Per me tutto è personale!

Stare a Bologna mi ha aiutato a capire che non sono fatta per la città, questa città, e che sono una-super-mega-provincialotta. Ma ho imparato a cavarmela da sola. A innamorarmi di persone che poi avrei perso. A ingoiare bocconi amari. A sorridere agli sconociuti. A saper tirar fuori la mia voce nonostante l’arrossire. A smettere di essere una figlia-che-lavora-nell’azienda-di-famiglia-e-che-diventa-una-mamma-che-si-reinventa-che-rinasce o meglio che nasce a quarant’anni.

Perchè tutto passa attraverso di me, i miei sensi, le mie sensazioni sono l’unico mezzo che conosco, e che ho, per conoscere, capire, vivere, sentire, amare, decidere tra il bene ed il male. Il mio istinto: un gorilla e una fatina.

Perchè se guardo il cibo che cucino, sembra vivo, sembra che parli, vuole lanciarsi fino a dentro la bocca. Lui non ha dubbi, mi ha scelto. Ed io devo credere solo a questo. Ed io città, ti scasso!

“Mi rivolgo di nuovo alle celebrità televisive che ci sorvolano in aereo: ehi voi, babbei catodici strapagati da fare schifo: guardate che è “quaggiù” che si vive la vita reale. ” – tratto da Kurt Vonnegut ‘quando siete felici, fateci caso’.

 

Chichi

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