Lir-responsabile!

Andava così ultimamente. Tanta energia, sempre la stessa. Tanta voglia di fare le cose bene, ma nuovi pensieri si affollavano nella mente. Loro si incontravano, discutevano, parlavano anche i numeri ormai, ma dall’altra parte c’erano ciechi o sordi, ma cosa avevano tutti che non capivano, che mettevano in continuazione bastoni tra le ruote, carri davanti i buoi, le cose potevano, dovevano andare in un certo modo, se una cosa non funziona la aggiusti o la sostituisci, e la cosa più importante rimanevano i bambini, quelli tuoi, quelli di tutti, quelli che ti fanno stringere il cuore, quelli per cui stai facendo la battaglia della pappa. La stessa che altri genitori proprio non sentono tanto che per 6euro manderebbero i propri figli alla mensa scolastica anche il sabato e la domenica!

Insomma dopo quelle riunioni, che si intensificavano, che venivano fissate quasi regolarmente con i capi della città, di risolvere non restava niente, sembrava il giro giusto per prendere la coda che penzola alla giostra delle catenelle ma poi tutto si allontanava nuovamente. Così si salutavano e ognuno andava per la propria strada. Silenzio. Testa vuota. Autobus, bici, andava bene tutto, bastava farsi portare e per fortuna sapevano dove andare. Lo spirito sembrava essere volato via assieme alle motivazioni, alla forza e alla coscienza di se.

I modelli li stavano dividendo. Il modello non serve, stringe, sembra una prigione. E’ utile solo se non c’è una struttura e infatti era proprio lei che mancava. Quindi serviva il modello giusto?! Cosa dovevano fare si chiedevano ora?

Per fortuna c’erano cose già fissate prima.

Si va ad incontrare i lavoratori stasera!

Chichi

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