Le mie ultramegabassissime riflessioni.

Forse dovremmo fare un passo indietro (guardare la cosa dal di fuori di tutte le emozioni e di tutto il lavoro fatto finora, come se non fosse nostra), facciamo due passi a destra (cambiamo punto di vista da cui guardare), accucciamoci  per terra un attimo (abbassiamo il livello al minimo per vedere effettivamente il percorso finora fatto), facciamo un salto il più in alto possibile (innalziamo visioni, principi, azioni al massimo livello a cui possiamo vogliamo e dobbiamo aspirare) ed infine giriamo in tondo intorno a noi, perdiamo l’equilibrio, fissiamo un punto, l’unico davvero importante per noi, quello che ci permette di restare in piedi.

Riguardiamo tutta la situazione. Riprendiamo coscienza, visione e forza.

Facciamo tante cose importanti, scioperi, comunicati, incontri, linee guida, accettiamo i tempi lunghi e fisiologici, le burocrazie impossibili che la politica ci impone, ci sembra di agguantare un risultato, 10, 100, ma poi alla sera ci accorgiamo che rischiamo di perder di vista il vero e unico punto di vista: i nostri figli continuano a mangiare da schifo a scuola?!

Chichi

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