I hate the number 2!

So many people that I know, they’re just tryna touch ya. Beyonce

Potrei riempire un post al giorno con tutte le cose che penso, ma è un periodo pieno di cose e il trasloco ha occupato bloccato coperto tutto. Mi sento come ad un bivio: scrivere o vivere.

Ho cambiato casa da una settimana ed è una cosa grossa. E’ cambiato tutto, le temperature, la vista, i rumori, oltrechè i vicini l’indirizzo il piano ed è come aver cambiato strada al mio destino.

Perchè ho capito che non c’è più tempo: per aspettare, per dire, per rinviare o stare ad aspettare settembre, e arrendermi all’indolenza dell’estate non mi va, che potremmo fare tutti finta che l’estate si sia mascherata da altro, e continuare a prendere decisioni, essere gentili ma anche stronze, come se fosse ancora solo marzo. E allora a Bologna i mercati sono pieni di gente impazzita per la verdura che tocca fare delle file per delle ore, perchè sono vari i gradi di conoscenza ma vanno bene tutti, basta iniziare dai piccoli gesti come smettere di comprare i biscotti confezionati/industrialmente e iniziare a farseli in casa o comprarli nel forno sotto casa.

Mi è venuta in mente questa storia perchè adoro i protagonisti, ma anche i figuranti, perchè a questo mondo servono tutti e abbiamo bisogno di tutti, così passando per il Meloncello la sera della festa della scuola di isaac ho notato un signore che indossano un vestito rosso portava fuori i suoi cani; o poi due indiani, quelli che consegnano le pizze sul motorino, fermi ognuno al proprio semaforo, si sono salutati e poi si sono messi a chiacchierare. E allora ho pensato che dovremmo tutti cambiare il modo di presentarci e di fare i nostri biglietti da visita, perchè siamo più di una sola cosa; il muratore è come un primitivo, bestemmia e spacca pietre fregandosene del polverone che alza, ma ha la leggiadria di una ballerina che sulla punta poi tira su un nuovo, migliore e spostato muro migliore.

L'ingegnere e il contadino.
L'ingegnere arrivava e si sedeva, apriva il giornale e leggeva.
Il contadino cominciava a girargli intorno di più e moltiplicava il suo daffare, 
non gli veniva nemmeno per un attimo in mente di fare lo stesso, 
ma tutt'al più di fare di più. 
Gli sembrava di avere una missione divina, 
potersi misurarsi con uno di un certo "rango", uno studiato, 
ed era come essere stati toccati o benedetti, 
e in quel tocco tratteneva la possibilità di mostrarsi al mondo; 
chè non gli dispiaceva affatto di servirlo e compiacerlo. 
Perchè semplicemente uno non esisteva senza l'altro, 
erano uniti ma poi ognuno continuava la propria vita.
Restava immobile di una stanchezza di antica origine.

Chichi

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