Grrr! Voglio essere una cheese-cake-girl!

089ff570e5332d9270fb094bfe5df978 5ec74c03ea97fe9225a0a04ebceb24b3 5a085eec1c190303434932b4ffbeeef9

One more no and i believe you.

Andare a Bassano la costringeva ancora a fare i conti con quel pensiero, che le arrivava vago e indisponente mentre si lasciava tutto alle spalle. Lo lasciava fare. Non lo chiamava. Non lo ostacolava. Si ricordava che in almeno due occasioni, durante una qualche sessione di yoga e i massaggi preparatori al parto, le avevano insegnato di lasciar passare tutti i pensieri che arrivavano. Farli fluire attraverso il suo corpo, farli parlare con le parti interessate e nulla più. Non aveva niente da rimproverarsi. Tenerezza è quello che volevo e tenerezza è quello che voglio ancora, nei modi, nelle parole, nei gesti, nelle carezze vere e virtuali, gli abbracci, perchè non è mai abbastanza prendersi cura gli uni degli altri con piccole cose.

Mi colpisce una mia nipote che ha deciso di non trattenere più i suoi sentimenti e di farli parlare. Mi chiama. Mi cerca. Piange per me se non ci sono. Mi regala un anello fatto di filo fucsia, perline trasparenti come brillantini, una perla gigante verde piatta color pistacchio un altra più piccola viola sopra e poi in cima e che lega tutto, un bottone a forma di cuore.

…e se aprissimo un piccolissimo negozio che vende fiori e verdura e frutta buona e fresca e i nostri dolci preferiti? la pasta fredda da portare via, l’humus, i muffin che uno tira l’altro, e musica che suona dentro e che esce fuori…

Chichi

No Comments

Post a Comment