Forse stare sempre assieme era l’unica cosa da fare!

If there’s a moment when it’s perfect, 

We’ll carve our names,

As the sun goes down.

Ieri non ho risposto perché ero a Bassano, una visita di un giorno per un funerale, non so cos’è ma quando sono lì sento di avere un senso, anche dentro una chiesa, con tutti quei Gesù e canti e su e giù dal banco, ad ascoltare per vedere se ha almeno un senso quello che dice il prete, dirsi un po’ di cose nelle orecchie, a piangere e a ridere, e con la pioggia sulla testa che ti riporta a dove sei.

Sarà che lì vedo facce note, i miei parenti, gente che riconosco, quello che non riesco a vedere quando sono a Bologna, sento e vedo tutti diversi e pensare di entrare in una chiesa qui non mi mette a mio agio, normale per voi direte, ma per me è naturale farlo anche solo per accompagnare mia madre che crede.

Vabbè tutto questo per dire che sto leggendo Kurt Vonnegut, (quando siete felici, fateci caso), che mi insegna ad ogni riga un sacco di cose tra le quali spiegarmi il sentimento che sento in questo momento, di voler stare qui, lui “credeva fermamente nell’importanza del servire la propria comunità, qualunque essa sia”, “costruire o rafforzare la (propria) comunità, che è l’unica cosa di sostanza che c’è al mondo. Tutto il resto sono chiacchiere”.

Gli chiesero da dove venissero le sue idee rivoluzionarie e lui rispose dalle scuole pubbliche (ndr di Indianapolis.)

Voi mi fate venire voglia di stare qui.

Chichi

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