Buy your happiness, buy your comfort!

“Mother mother mother and then father. 3 times you call your mother before your father” (Lebanese idioms).

Pensavo, ma se è tutto così semplice e risolvibile, beh perché non farlo?

Perchè non andare direttamente alla (scuola) privata per scappare al male della pubblica, ma poi stiamo parlando di istruzione o refezione?

E perchè non andare all’estero per scappare allo schifo che c’è in Italia, ma bisogna essere motivati, determinati e fortunati per trovare subito il meglio, e attenti che poi “quello schifo” non manchi almeno un pò.

E se fosse restare & fare la risposta?

Mi ha sempre fatto inca**are chi andava ad investire all’estero, in Cina o Romania, aiutato da uno stato che incoraggiava ad andare invece che rimanere, a costruire, spendere soldi, pochi o tanti lì, sfruttare bene le condizioni e le persone, nuovamente, per arricchirsi molto di più una volta tornati qui!

Adoro la erika cavalini che ora più di prima può andare ovunque, Paris, Londra, New York, beh Parigi è sempre Parigi, ma almeno per sfilare lei sceglie la-piazza-italia di Milano, perchè ci crede all’italianità, come tanti altri che decidono di pagare correttamente le tasse molto salate di questo paese, per una questione di correttezza e di onore.

E adoro mia cugina che ha appena perso il marito e per chi volesse, non fiori per favore, che tanto verranno mangiati anche loro, ma di fare donazioni e non al centro di ricerche dell’Ohio o di Veronesi o di Aviano, ma di Bassano del Grappa, perché è li che la gente, molta, finirà per curarsi quando si ammalerà, perchè ha bisogno che cresca al massimo e al meglio tutta la sua realtà, quella che vive e dove vive, ogni giorno, poi quando dovrà andare sulla luna ci penserà.

Lei è la cugina più buona, sempre capelli corti, sempre sorridente, gentile, pacata, solida, quella di mezzo delle tre, quella a cui tutti si attaccano per un motivo o per l’altro. Lui era quello che si era infilato in una combriccola di sole donne, quell’appartamento del XXV Aprile era diventato la torre da espugnare, lui era quello forte, che faceva lo scherzo e ci stava, che sorrideva sempre. Aveva sviluppato il suo personale rapporto con ogni femmina di quella casa, e sono tante e lo zio non era un alleato o un avversario, era ed è solo uno di loro. Non so che padre fosse ma a vedere le vostre figlie molto si capisce, sono sorridenti come voi, hanno capelli lunghi e forti, sono gentili, delicate e forti, fiori che crescono anche in mezzo alle erbacce. Devo troppo ringraziare mio cugino Enrico, perchè ha deciso di sposarsi giovane e allegro e, come da tradizione, ha invitato tutta la famiglia Perin&co., così l’anno scorso ci siamo potuti incontrare nuovamente e definitivamente.

Voi eravate sempre assieme perché forse era l’unica cosa giusta da fare.

Chichi

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